
150 anni di storia 'italiana'
contro
1500 anni di storia bresciana
L’attuale Stato repubblicano, per mezzo del decreto legge 22 febbraio 2011 n.5, ha proclamato il prossimo 17 marzo 2011 festività ‘nazionale’ nell’ambito del programma delle Celebrazioni per i 150 anni dalla nascita dello Stato italiano. L’associazione Orgoglio Bresciano ne dà il triste anuncio…
Un senso di fastidio pruriginoso e di nausea viscerale ci coglie di fronte a questa iniziativa che, tra le altre cose, è fonte anche di profonda e sincera ilarità; sì, perché le sue motivazioni e le modalità con le quali essa è stata ratificata, danno esattamente prova di cosa sia a conti fatti codesto Stato in cui i Bresciani sono costretti a vivere. Ci troviamo di fronte una festività di cui non si sente universamente il bisogno e che, appunto per questo, deve essere decretata e imposta ufficialemente dall’alto a livello istituzionale. Ma riflettiamo un attimo. Questo è esattamente quanto è avvenuto in quel discusso 17 marzo 1861! Allora, uno sparuto gruppo di deputati eletti non con suffragio universale, ma da un pugno di facoltosi italofili, riuniti nel parlamentino torinese promulgarono una legge nella quale si proclamava il re di Sardegna Vittorio Emanuele Re d’Italia (restandosene “secondo”). Ecco cos’è l’Italia, uno Stato nato da guerre bramate da qualche sovrano, sorto nei palazzi del potere aristocratico. E poi – diciamocelo – se questa Italia è così unita, perché ricordarne l’Unità con una festività ‘nazionale’ solo dopo 150 anni? Evidentemente c’è proprio qualcosa che non quadra…
Già sappiamo che la stragrande maggioranza delle persone vedrà il prossimo 17 marzo soltanto come un’occasione in più per starsene a casa dal lavoro o da impieghi di altro genere. Il prossimo giovedì non sarà tanto un giorno triste per chi – come noi – ricorda con amarezza il giorno in cui ai Bresciani fu imposto di vivere in uno Stato autoritario, che propinava – e dopo un secolo e mezzo ancora continua pedissequamente a farlo – una presunta nazionalità. Sarà piuttosto il trionfo dell’indifferenza più totale; il giorno nel quale si vedrà realmente a quanti sta a cuore e sentono con emozione l’appartenenza a questa ‘cosa’ del tutto artificiosa che si suole da non molto tempo definire “nazione italiana”; si vedrà d’altra parte anche a quanti importa la propria identità di bresciano. Quanti festeggeranno di loro spontanea volontà? Quanti storceranno il naso, sentiranno sulla pelle quel fastidio di cui poc’anzi discutevamo? Pochi, pochissimi. A questi ultimi, certo, ci rivolgiamo e ad essi diciamo che non sono soli, ma soprattutto che il loro sentimento – magari incompreso – di antipatia verso questa iniziativa è fondato, ha un suo valore concreto, ha un suo fondamento storico, ha le sue profondissime ragioni, prima fra tutte la constatazione evidente dell’inesistenza della nazionaità italiana. Tale presa di conscienza ci induce ad affermare che non è questione d ideologia di partito l’opporsi alle Celebrazioni del 17 marzo. Si tratta di un impegno CIVILE di ogni nostro cittadino in quanto bresciano.
Negli ultimi anni non passa giorno in cui non si parli di quanto peggiori sempre più la situazione ambientale sul nostro pianeta. Si va dai disastri petroliferi come quello avvenuto in primavera nel Golfo del Messico, a quello nello stretto de La Manica il mese scorso, agli incendi devastanti in Russia passando all’innesorabile sfruttamento delle foreste pluviali (in Brasile si costruirà la 3° diga più grande del mondo, 500 km quadrati di foresta inondata). A voler guardare troppo lontano però spesso si perde di vista quello che accade vicino, ovvero la salute della nostra Brèsa che purtroppo non è messa molto bene.
Come è emerso dal 17° rapporto sull’ecosistema urbano di Legambiente e de Il Sole 24 Ore, pubblicato sui quotidiani locali lo scorso 19 ottobre, la nostra città perde, attestandosi al 51° posto con un indice sintetico di 50,69 appena superiore della media italiana 49,36. Basti pensare che nel 2007 eravamo al 15° posto. Tutto questo significa che in tre anni Brèsa ha perso la bellezza di 36 posizioni. Spulciando i parametri che hanno determinato la classifica generale si nota che critica è la salute dell’aria (80 e 82a per Pm10 e biossido d’azoto), consumi idrici (83a) e produzione di rifiuti (88a con 704,2 kg pro capite all’anno), mentre la raccolta differenziata è al 40° posto col 40,8%. In sintesi una situazione preoccupante che caratterizza un po’ tutta la Lombardia anche se peggio di noi ci sono solo Milano 63a in classifica generale, Lecco (79a) e Como (82a).
Al di là dei dati ufficiali, penso che sia sufficiente fare un giro per la nostra provincia per accorgersi che negli ultimi 10 anni la cementificazione è stata a dir poco selvaggia e solo tra il 2004 e il 2007 sono stati costruiti 4.075.359 metri cubi di cemento! E solo per le autostrade Bre-Be-Mi e ValTrompia si stimano 2.310.600 m quadrati di territorio tra asfalto, caselli, autogrill…
Concludendo questo è lo scenario e non ci sono speranze che si inverta la rotta. I politici ancora una volta vedono Brèsa e i Bresà solo come un qualcosa da sfruttare.
Sta solo a tutti Noi fare in modo che le cose cambino, per davvero, prima che sia troppo tardi.
Giorgio V.
Torneo di calcio notturno a sette, 16 squadre per 4 gironi.
Le gare agonistiche avranno luogo presso il Centro sportivo Padre Marcolini in Casaglio di Gussago (BS).
Il sorteggio delle squadre verrà effettuato nel luogo suddetto venerdì 26 giugno 2009.
Quota di iscrizione: 130 euro + 50 euro di cauzione
Periodo: 30 giugno - 19 luglio 2009
Orari delle partite: 20:30, 21:30 e 22:30
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